PROF. FRIGO: Abbiamo avuto questa sera qui la dimostrazione che non c’è stato nessun errore strategico, purtroppo, magari ci fosse stato un errore strategico, invece, non c’è stato, cari amici cari colleghi e se c’è magari qualche cittadino che non è un collega, cari cittadini. Nessun errore strategico purtroppo, e me ne dispiace moltissimo, perché voi avete avuto qui questa sera la dimostrazione che questo argomento, così importante così alto di politica non con la P maiuscola, ma con tutte le lettere maiuscole, è diventato un altra volta, uno strumento di contrasto tra forze politiche in opposizione tra loro e che, questa è la cosa che dispiace di più, non c’è speranza di un accordo, e l’accordo è indispensabile per fare una riforma costituzionale altrimenti la riforma costituzionale si fa finta di farla, ma non si fa, perché è una questione di numeri; certo una camera a maggioranza semplice può votare in prima lettura una riforma costituzionale, l’altra camera a maggioranza semplice se vota lo stesso testo lo può fare ma quando siamo alla seconda lettura occorre una maggioranza qualificata e conti alla mano la maggioranza qualificata non c’è se non c’è un accordo e voi avete avuto qui la dimostrazione dai due interlocutori che l’accordo non c’è, che l’accordo è lontano, che l’accordo forse non ci sarà, che si può anche disputare aspramente ma si disputa per dire la colpa è mia la colpa è tua, la colpa è dell’Arcivescovo di Chanterbury, ma l’accordo non c’è. L’accordo però c’era ecco il punto, l’accordo c’era e allora noi quanto al partito di maggioranza relativa all’indomani del voto del Senato, attraverso il suo segretario politico, disse è un testo riferendosi a questo è un testo di sano garantismo ci sono noi abbiamo raccolto tutte le dichiarazioni abbiamo tutte le agenzie abbiamo tutto; perché??? Non perché dobbiamo contestare qualcosa a qualcuno, ma perché ci era sembrato che quell’accordo fosse forte, fosse quello necessario per avviare un importante processo di riforma costituzionale, per fare entrare finalmente i principi del giusto processo nella costituzione e fra questi la regola del contraddittorio; perché il realtà non nascondiamoci, sono due i punti cruciali nel processo ed in particolare nel processo penale il contraddittorio per la prova, la prova come si governa la prova e come si governa la libertà personale, il terzo punto è l’imparzialità del Giudice e sull’imparzialità del Giudice dovremmo fare un lungo discorso perché l’imparzialità, del Giudice, che non è scritta ancora nella nostra Costituzione, la nostra Costituzione si è indugiata a parlare della indipendenza del Giudice non della imparzialità poi certo la si è ricavata l’imparzialità un valore sotteso alle norme costituzionali, ma l’imparzialità e si aggiunge nel testo del Senato la terzietà sono spunti che portano a riforme che noi stiamo aspettando come penalisti da quanto ci siamo associati nelle nostre Camere Penali perché non basta perseguire l’imparzialità nel processo, l’imparzialità si deve completare nell’ordinamento quella che volgarmente si chiama la separazione delle carriere che vuole dire la separazione dei ruoli che è una delle nostre prime bandiere non è mai arrivata alla soglia neanche di una commissione parlamentare, ed è sul piano ordinamentale il versante dell’imparzialità del Giudice sul piano del processo. Noi partecipiamo alla promozione dei referendum sulla giustizia giusta al comitato promotore soprattutto perché vogliamo misurare quale sia la sensibilità dei cittadini su questi temi; andiamo a vedere se hai cittadini italiani sta bene che non abbiamo ancora realizzato l’imparzialità del Giudice sul piano ordinamentale, andiamo a vedere. Io l’ho detto questa mattina quando ho partecipato a nome dell’Unione delle Camere Panali alla presentazione del Comitato Promotore dei Referendum sulla Giustizia che sono tutti ad oggetto che appartiene alle nostre battaglie di sempre e non sono certo patrimonio di questa o di quella forza politica. Tante cose potevamo dire su questo testo abbiamo rinunciato a dire oltre perché ci sembrava ripeto importante questo accordo così largo, garantito dal Governo, garantito dalle reiterate dichiarazioni dei rappresentanti delle forze politiche della maggioranza e dell’opposizione, abbiamo commesso un errore, si l’errore di credere che questo accordo sarebbe stato mantenuto o che semmai, sempre d’accordo, si fosse perfezionato il testo, si fosse trovata una soglia più elevata per perseguire questi valori, non che si adoperasse invece di nuovo questa materia per scontri politici o addirittura di frazioni all’interno delle forze politiche. Abbiamo commesso questo errore, ma in questo errore ci hanno fatto perseverare in questi mesi alcuni fatti che dobbiamo ricordare e lo faccio con tutta la franchezza possibile proprio perché noi davvero, caro collega che temi le coincidenze ma di coincidenze non c’è ne sono qua, non abbiamo scheletri negli armadi, vorrebbero che ci fossero ma non li trovano e non li troveranno gli scheletri negli armadi nei nostri armadi; noi abbiamo indetto nei mesi di marzo e giugno cinque conferenze nazionali su altrettanti temi rilevanti della giustizia penale perché non è soltanto il contraddittorio per quanto importante che ci interessa, tantissime cose ci interessano, tornerò tra una attimo sulla difesa dei non abbienti, sulla difesa d’ufficio, sul patrocinio per i non abbienti, abbiamo fatto una conferenza nazionale alla fine del novembre 1998 anche se scarsamente degnata di attenzione purtroppo dalle forze politiche, ma abbiamo delle nostre proposte delle proposte molto articolate ben precise ma del resto ci sono anche proposte dei partiti di maggioranza mi risulta e non sono poi tanto lontane dalle nostre così come ci sono proposte dei partiti della opposizione. Abbiamo fatto questi cinque conferenze nazionali la prima l’abbiamo dedicata al giusto processo l’abbiamo fatta a Napoli ai primi di maggio, ne abbiamo fatto un’altra a Mantova sull’ordinamento giudiziario, ne abbiamo fatta una terza a Firenze, ne abbiamo fatto una quarta a Palermo e l’ultima a Torino, abbiamo invitato i rappresentanti della maggioranza e dell’opposizione. Per due volte il responsabile giustizia del partito di maggioranza relativa è venuto alle nostre conferenze a tranquillizzarci per dire che al suo partito questo testo andava benissimo, questo del senato, che questo accordo sarebbe stato rispettato; non ci ha parlato della necessità di un accordo diverso e noi saremmo stati fieri di collaborare eventualmente ad un accordo diverso perché avevamo anche noi delle proposte, non le abbiamo tirate fuori per questa ragione; ci è stato detto siamo pronti a votare alla Camera, un componente della Camera siamo pronti a votare anche domani mattina; alla nostra conferenza di Mantova il rappresentante nella commissione giustizia della Camera capo gruppo della commissione giustizia della camera del partito di maggioranza relativa è venuto a ribadire, e ci ha tranquillizzato ancora una volta, che l’indomani stesso sarebbero stati pronti a votare lo stesso testo del Senato; noi avevamo le nostre proposte semmai per arricchire questo testo no non le abbiamo più tirate fuori, ci interessava che intanto si facesse quello che era possibile sulla base di un accordo per quanti compromessi potessero esserci per quante lacune ci potessero essere. A Torino nell’ultima giornata delle nostre conferenze nazionali il Ministro, è venuto, ci ha ribadito le stesse cose, i rappresentanti della maggioranza e dell’opposizione ci hanno ribadito le stesse cose, e il Ministro ci ha ribadito che garantiva a nome del Governo questo stesso accordo. Come dovevamo noi interpretare il fatto che per tre mesi, da quando il testo era stato trasmesso alla Camera fino a giugno, non era emerso, per quanto era a nostra conoscenza, nulla che potesse farci pensare che questo accordo non poteva durare che questo accordo si sarebbe liquefatto, come potevamo noi immaginarlo quando addirittura era fissata per il 29 giugno l’aula e all’improvviso, sei giorni prima, avviene quello che poi è avvenuto cioè è stato tolto dal calendario dell’aula, il primo segno che l’accordo non c’era più. A noi non interessa, perché noi non siamo schierati di qua o di là, non interessa sapere a chi ascrivere questo, ci interesserebbe sapere le ragioni le ragioni vere di questo, non delle ragioni finte, ci interessano le ragioni vere le stiamo ancora aspettando.

Abbiamo sbagliato l’errore è stato quello di credere che l’accordo ci potesse essere e potesse durare. Noi non facciamo nessuna pressione sul Parlamento anche perché noi non chiediamo in maniera gretta che si voti questo testo o nient’altro noi chiediamo un accordo, c’era un accordo; in base a questo accordo io mi sono preso la responsabilità, mettendo anche a rischio la mia carica di Presidente dell’unione delle Camere Penali, mi sono preso la responsabilità di sospendere una astensione ai primi di marzo.

(- Guarda frigo che noi siamo pronti ad accettare l’accordo ………..voglio dire..)

Perdonami, perdonami, perdonami, ora noi non possiamo contentarci di qualche cosa che ci pare effimero se l’accordo non c’è, se l’accordo per qualche ragione non lo si vuole più; quindi noi abbiamo fatto benissimo e facciamo benissimo a mantenere questa nostra astensione, certo non potremo mantenerla oltre il termine che è stato fissato, dovremo evidentemente pensare ad altro, noi non abbiamo visto se non dopo l’inizio della nostra astensione o dopo la proclamazione della nostra astensione, non abbiamo visto altre proposte, non abbiamo visto soprattutto alcun altro tentativo di fare accordi e allora tutto quello a cui noi assistiamo in questi giorni ci pare niente altro che la prova del fallimento. Se volete che io dica qualche cosa sul merito di ciò che si propone be io posso anche dire che di tutto ciò che si propone di introdurre, in un altro testo o in questo stesso testo modificandolo o integrandolo, di tutto ciò io personalmente vedo assai poco se non nulla di ciò che appartiene alle caratteristiche essenziali del giusto processo. Scrivere il principio di pubblicità la regola della pubblicità salve le esclusioni per legge significa inserire qualche cosa di cui, almeno il questo momento, non si sente secondo me alcun bisogno, certo se si volesse invece inserire quali sono i casi in cui si può derogare alla pubblicità, come fa la convenzione europea, sarebbe altro discorso, sarebbe evidentemente altro discorso, ma scrivere semplicemente che c’è la pubblicità salvo i casi in cui la legge espressamente la esclude debbo dire che mi pare una norma che non valga la pena di inserire in questo momento per cambiare il testo. Quanto alla visione dei connotati della concentrazione dell’immediatezza e dell’oralità io credo,se non erro, che già il senato a suo tempo ne avesse discusso e che li avesse tolti questi connotati ragionevolmente perché non possono essere connotati di tutti i processi, del processo in generale; potranno essere i connotati del processo penale concentrazione, immediatezza e oralità ma non credo che debbano esserlo necessariamente del processo fiscale e del processo amministrativo e neanche di tutti i vari possibili procedimenti civili e questo discorso fu un discorso fatto, approfondito al Senato tanto e vero che il Senato lo tolse, tolsero questi connotati. Sono molto preoccupato non ho ancora visto la proposta perché non è ancora resa pubblica, sono molto preoccupato dell’inserimento in questo testo di una norma che preveda qualcosa sulla difesa dei non abbienti se si tratta del testo che stava in quello della Bicamerale dico chiaramente che questo è un testo sul quale da subito le Camere Penali e tutta l’avvocatura italiana hanno manifestato la loro contrarietà voglio dire la contrarietà agli uffici pubblici di assistenza legale.

Non c’è tempo a questo punto di fare tutto il discorso che si dovrebbe fare sulla difesa dei non abbienti e sulla difesa d’ufficio ma mi pare incredibile ma davvero incredibile, questo si lo posso dire, che si pensi agli avvocati della mutua in costituzione quando sono venti anni che stiamo aspettando ed abbiamo inutilmente chiesto una disciplina con legge ordinaria una disciplina decente per il patrocinio dei non abbienti e per la difesa d’ufficio, per l’effettività della difesa d’ufficio. Io sono stato relatore della commissione Pisapia nella redazione del codice delle norme che riguardano la difesa d’ufficio, quella commissione per ben due volte approvò una serie di norme per la retribuzione dei difensori d’ufficio queste norme rimasero nei cassetti del Ministero; il Parlamento non si è mai dato carico di esaminarle nè queste il Governo di portarle avanti né il Parlamento di portarne avanti delle altre.

Adesso ci si vorrebbe propinare degli uffici pubblici di assistenza legale che sarebbero l’anticamera della delegata difesa in assoluto perché sacrificherebbero inesorabilmente la libertà del difensore che è il primo valore da salvaguardare; la libertà e l’autonomia del difensore insieme alla libertà e all’autonomia del P.M. e alla indipendenza e l’imparzialità del Giudice. Non so poi cosa abbia a che fare con i connotati del giusto processo l’inserimento in Costituzione della cosiddetta garanzia del doppio grado di giurisdizione che significa introdurre lo spunto per escludere alternativamente l’appello o il ricorso per Cassazione. Non ho sentito parlare della vittima ma so che interessa particolamente, perché ce lo ha detto nel corso di una audizione il Presidente della Camera, che si introduca tra le norme che riguardano il giusto processo anche una norma a tutela della vittima; la vittima, noi penalisti lo sappiamo, difendiamo le vittime come difendiamo gli imputati, la vittima è sicuramente da tutelare, oggi la vittima è tutelata sulla carta in modo sufficiente ma in concreto non è tutelata come gli avvocati possono constatare tutte le volte in cui difendendo delle persone offese vengono considerati dei paria da molti Pubblici Ministeri che ritengono di essere esautorati nei loro compiti. Io esco da una esperienza personale professionale molto drammatica che è durata oltre un anno di un gravissimo sequestro di persona e debbo dire che ho vissuto dei giorni e delle notti terribili a causa di queste situazioni. Le vittime devono essere tutelate nelle prassi concrete, il giusto processo è il giusto processo con i suoi connotati essenziali per tutti e quindi anche per le vittime, sicuramente anche per le vittime, ma che cosa significherebbe inserire una norma particolare sulla vittima nelle regole e nelle norme costituzionali sul giusto processo, significherebbe dare lo spunto al legislatore ordinario per stravolgere su un altro versante i connotati accusatori semmai alcuni sono ancora rimasti nel nostro processo. Perché nel momento o si ha il coraggio di fare il salto di qualità ed assegnare alla vittima una funzione di caria o concorrente a quella del P.M. togliendo il monopolio dell’azione penale in capo al P.M., allora è un altro discorso ma bisogna andare fino a quel punto ripristinando anche l’accusa privata, la vera accusa privata. Possiamo cominciare a discuterne possiamo confrontarci su questo ma una tutela ambigua della vittima mantenendo in capo al P.M. il monopolio dell’azione penale è una tutela che consentirebbe soltanto di alterare i connotati del processo accusatorio, tanto più che i valori da tutelare nel processo, nel processo penale, sono quelli speculari alla posta in gioco che è la libertà personale dell’imputato, e allora stiamo bene attenti quando parliamo di questo; se ne può parlare ma perché dobbiamo parlarne in questo momento e perché dobbiamo parlarne in questo contesto, il discorso sulla vittima può benissimo essere fatto in un altro e diverso contesto che esige un’amplissima riflessione che arriva fino al punto di mettere in discussione le basi stesse dell’azione penale e del monopolio pubblico come dicevo prima dell’azione penale. Ecco perché a me pare che davvero non ci sia niente di quello che si propone di inserire che davvero valga la pena in questo momento di inserire tanto da mettere in discussione un accordo; la realtà mi pare un altra è che, ed è rovesciata, l’accordo non c’è più ed allora siccome l’accordo non c’è più parliamo di tutte queste altre cose. Finche l’accordo c’era di queste altre cose non si parlava; e allora vedete io sono molto pessimista sono pessimista ma nello stesso tempo sono anche testardo e credo che il sacrificio, che per primi noi abbiamo fatto con queste nostre astensioni, abbia aperto, abbia cominciato ad aprire nel paese un dibattito che sarà un’onda lunga e noi ci saremo su quest’onda e ci saremo sempre non si potranno più mettere o togliere dai calendari parlamentari dei temi così importanti come quello del giusto processo in Costituzione senza spiegare ai cittadini perché lo si è fatto e che cosa realmente si vuole.

PROF. INSOLERA: se me lo consentite dirrò quelle pochissime cose che avevo in mente di dire è vero che l’astensione è stata determinata da quello che può apparire un luogo comune ma non lo è, è quello secondo l’affermazione secondo la quale nel nostro culto di realtà di società mediatica di società secondo cui l’informazione brucia qualsiasi tipo di notizia in tempi rapidissimi e con un area una capacità di intervento smisurata si tende a perdere la memoria si tende a dimenticare ciò che appartiene al passato prossimo. Io credo che nel capire e dare ragione di una decisione così grave occorre invece esercitare la memoria e leggere la vicenda che dà il titolo a questo incontro e cioè del giusto processo con una prospettiva che non dimentichi quello che è avvenuto e occorrerebbe dire dal 1992 in poi cioè dalle tre sorelle cattive delle sentenze della Corte Costituzionale che demolirono il processo accusatorio disegnato qualche anno prima. Ma non voglio partire da così lontano partirei per spiegarvi le ragioni certamente gravi da una data più recente da quella legge del 1997 faticosissima nella sua elaborazione e che cercò attraverso una mediazione politica molto ampia di reintrodurre in sostanza il principio del contraddittorio della necessità di formazione del contraddittorio della prova che dall’anno orribile del 1992 era stato azzerato dalla Corte Costituzionale e dal legislatore. Legge del 97 badate che nel riaffermare il principio del contraddittorio questo lo si è detto tante volte non lo faceva alla cieca non lo faceva al buio non l’aveva fatto ma con principalmente quel ampliamento dell’incidente probatorio immediatamente poi ricordato dalle Procure della Repubblica voleva corrispondere nel modo migliore anche alle indicazioni che provenivano dalla Giurisprudenza costituzionale e non. Detto in questo esercizio di memoria è indispensabile per capire le ragioni di questo sciopero arriviamo alla celeberrima sentenza del 98 che dopo un pandemonio di indiscrezioni di false informazioni ecc… in realtà non credo provo a spiegarlo più a lungo perché lo hanno fatto molti altri meglio di me a riazzerato la situazione al precedente al precedente del 92. Ci siamo ritrovati quel processo impresentabile rispetto alle condizioni professionali della prova quindi non qualcosa di poco richiesto ebbene dietro queste prime sequenze che ci portano però all’oggi io ho sempre sostenuto che in realtà non bisognasse soggettivizzare troppo ad esempio il ruolo della Corte Costituzionale in realtà questo predominio della giurisdizione a cominciare dalla giurisdizione costituzionale è qualche cosa che caratterizza le vicende non solo nel nostro paese ma di altre realtà istuzionali la crisi del potere legislativo la crisi del modello Giacomino non voglio dilungarmi una cosa è certa che rispetto a questi sconfinamenti di campo della Corte Costituzionali azionati principalmente attraverso quella specie di grimaldello che è il controllo di ragionevolezza occorre rivendicare una singolarità del penale, una singolarità del penale il fatto che la corte non possa sconfinare con sentenze manipolative in questa materia che azzerano scelte legislative importanti, ma veniamo al punto nella risposta che produsse quel testo del febbraio 99 di costituzionalizzazione del principio del giusto processo in particolare il principio del contraddittorio in fondo si individuò uno dei rimedi fondamentali rispetto a questo trand generale che vede come protagonista la Corte Costituzionale non credo sia solo una opinione mia la necessità e la risposta venne individuata in questi termini di introdurre in Costituzioni precise regole processuale badate questa è una scoperta tutt’altro che recente la risposta delle esperienze autoritarie nelle costituzioni postbelliche è stata quella di inserire pensate all’art.13 2° co. Quando si tratta di diritti del cittadino ed in particolare di regole processuali riguardanti il processo penale l’unico modo per schivare i mille bilanciamenti del giudice costituzionale è quello di positività delle cose sembrava a febbraio che questo fosse avvenuto dopo di che arriviamo alla storia recente su questo che era il punto qualificante della risposta a ciò che era avvenuto nello scorcio che abbiamo esaminato dal 97 in realtà avviene il colpo di scena che tutti conosciamo. Colpo di scena che è stato proposto riduttivamente ma come si cancella dal calendario, la cosa verrà spostata verrà discussa io credo che il dopo dimostri quanto saggia fosse una risposta rigorosa rispetto a questo spostamento di calendario perché alludo proprio agli ultimi avvenimenti è stata riproposta qui leggo sul giornale di ieri se non erro è stata ricalendarizzata parola orribile la discussione ma che cosa si è fatto si sono apportate modifiche non quella modifica che venne criticata quella è stata eliminata quella concernente il significato probatorio della chiamata in ………………….. ma sono state introdotte una serie di altri principi e leggo nella giustificazione di questo inserimento che significherà la necessità non di una pronta approvazione non di una approvazione di quello che era il nucleo fondamentale la risposta fondamentale a questo debordare di poteri della Corte Costituzionale ebbene si sono introdotti certamente punti importanti il processo è pubblico, il processo è improntato a orarità concentrazione immediatezza leggo anche una dichiarazione fatta da un esponente politico che dice ma come altre forze politiche pensano solamente al contraddittorio ai pentiti scusate il contraddittorio e i pentiti il contraddittorio è il problema posto dalla sentenza 361 del 98 non altro, mentre gli altri il sospetto ripeto questo conferma la bontà della decisione di dare una risposta ferma rispetto a quella che io definisco una vera e propria fantomina lo si coglie nel fatto che l’introduzione di questi dettagli che sembrano quasi animati da una sorta di gusto estetico per cui divendosi introdurre il giusto processo nella costituzione come si legge sui giornali bisogna metterci tutto anche ciò che insisto che ho scontato che non serve a nulla mentre invece la risposta cui vogliamo siccome non ci fidiamo rispetto al penale ciò che riguarda la libertà dei cittadini dei bilanciamenti che volta a volta la Corte Costituzionale può fare sui principi vogliamo una precisa regola vogliamo un pezzo del codice di procedura penale rispetto al contraddittorio inserito in costituzione. Così come si è fatto per la libertà personale con l’art. 313 2° co. della Costituzione e in altri non a caso le norme processuali entrano in Costituzione come norme e l’esempio tra l’altro e si ha la voglia di guardare le Costituzioni post-comuniste che via via sono state varate nei vari paesi prima appartenenti a quell’area quando si parla di processo penale si costutuzionizza o preciseremo quindi io ritengo che al di là della disinformazione è uno sforzo titanico e destinato al fallimento quello di contrastare la cattiva informazione però io credo che ciascuno di noi debba cercare di farlo io ritengo che il questo caso una risposta dura e che non si fermasse ha la riprova che non è un problema di calendario ma di volontà politica l’abbiamo dalle ultime notizie che potete leggere sul giornale di venerdì 9 non so se ci sono stati dei passaggi ulteriori rispetto a questo snodo ebbene abbiamo avuto anche la prova della bontà della nostra decisione di subordinare la cessazione delle astensioni esclusivamente al passaggio ma non come gesto prepotente in realtà costituzionalizzazione del giusto processo significa una cosa sola e ci si avvicinava quel testo che invece poi è stato abbandonato.

Grazie

ON. SODA: Si definirà il testo che dovrà essere poi portato all’esame di laurea. Purtroppo se di disinformazione si può parlare si può parlare di disinformazione totale.

Il giorno in cui …………………. proclamando l’astensione ……………. alla camera e io a nome del mio gruppo ho affermato che i contrasti con altri esponenti della maggioranza ……………… non sembra che sollevati da altri paesi estremamente importati ma occorre anche per un attimo riprendere .-…… soprattutto occorre il rispetto nel momento in cui le camere approntano una riforma costituzionale. A me sembra che nella proclamazione dell’astensione vi sia una forma di ripicca questo è il problema questo è il tetto o le camere lo approvano così come è formulato nella prima lettura del senato o la ………………….

e allora a prescindere dalla mia costrizione di esponente politico di relatore sul giusto processo invito il cittadino a riprendere sulla necessità che in questo paese ci sia un insieme di azioni formali e sostanziali che abbiano a cuore soprattutto il rispetto …………….

se è vero che alcuni o molti o tutti possono denunciare una iniziativa della corte nell’esercizio delle sue funzioni interne la legge lo ……… in maniera che chi assume contrattando con la stessa Costituzione o con le convenzioni internazionali queste ………….. io stesso ……………. ho inserito quella pronuncia tra la fievolezza dell’interesse demolendo in processo internazionale. E questo è legittimo il parlamento ricalca o riflette nell’approvare le leggi è legittimo criticare il parlamento o denunciare il parlamento quello che vorrei dire caldamente al Prof. Insolera ………. quello che secondo me non è legittimo è che si voglia imporre al legislatore costituzionale un tetto prendere o lasciare altrimenti ………….. questo in un ordinamento costituzionale mi consente Prof. Insolera non è rispetto ………………. delle costituzioni ………

Noi come Camera dei Deputati noi la maggioranza non ha partecipato all’astensione non ha partecipato a nessun accordi anzi per molti versi abbiamo polemizzato con il ministro di giustizia che ha tentato di fare …………..su un testo o su una procedura o si un meccanismo.

Noi non abbiamo partecipato a nessuna stesura nessun accordo nel rispetto del bicameralismo che ancora vige nella nostra costituzione ma soprattutto nel rispetto del messaggio costituzionale contenuto nell’art. 138 doppia lettura a distanza di tre mesi che è un messaggio secondo me di saggezza quando tu organo legislativo assumi le funzioni di riformare la costituzione medita e rifletti questo è il messaggio dell’art. 138 queste sono le prerogative dei parlamentari queste sono le prerogative dei gruppi parlamentari questa è la dialettica della maggioranza in opposizione questo aggiungo io è il sale della democrazia. Guai a noi se ci avventurassimo sulla strada in virtù della quale per un accordo più o meno ampio e in questo caso ………… perché non coinvolgeva la Camera non coinvolgeva la maggioranza della camera nel procedere alla formulazione delle leggi costituzionali si dicesse ad una delle due camere in prima lettura questo è il testo o si approva o si fa la guerra nel paese. La guerra in termini di protesta. E allora noi ci siamo trovati di fronte ad un testo del quale non solo noi ma molti altri esprimono perplessità per quanto riguarda la coltivazione del principio del contraddittorio. Perché se è vero che si poteva leggere quella formula che noi avevamo proposto costituisce prova la dichiarazione di chi si è sottratto volontariamente al contraddittorio si può leggere come prof. Pecorelli ha voluto leggere ma allora leggendola al contrario costituisce prova per condannare una sola dichiarazione se non costituisce prova vuol dire un indizzo, due indizzi fanno una prova diventa una catena i simpatismi giuridici………..

La stessa formulazione del senato da alcuni giuristi è letta come un messaggio processuale o anzi un vincolo e un ordine processuale ai giudici che letto in positivo fa cogliere dei pericoli allo stesso principio. Ma io su questa polemica non entro più abbiamo discusso per ore in assemblea della commissione abbiamo discusso per ore a comitato ristretto. E dirrò francamente che qualche dubbio a qualcuno anche degli estensori era venuto ma siccome l’opposizione a quella nuova formulazione è stata trasferita sul piano pienamente politico abbiamo risposto io come relatore ho risposto che non avendo la modifica alcuna intenzione di sovvertire il principio se si era tranquilli sull’efficacia e sulla non ambiguità di quel principio io ritiravo quella proposta ed immediatamente ho ritirato. Questo per dirvi che quando si scrivono delle leggi costituzionali se le hanno scritte in cinque, in sei o in sette che si abbia confronto diretto il valore dell’art.138 l’invito alla riflessione ed alla meditazione sta proprio in questo che quando si scrivono dei principi costituzionali questi principi costituzionali si premette che almeno durino ed abbiano una efficacia sia per il legislatore che per il …………sia per la Corte Costituzionale quindi era veramente assurdo chiedere una riflessione la risposta era sempre la stessa o questo testo o non se ne parla nemmeno poi abbiamo fatto una seconda riflessione che è importantissima sancire a livello costituzionale questa regola processuale sul contraddittorio che è l’essenza del processo l’essenza delle garanzie per i cittadini ma non è esclusivo e quindi accanto a questa regola una volta che si sia deciso di mettere mano alla riforma costituzionale in materia di giustizia perché non ha fatto funzionare altri versanti………………………………….. e soprattutto perché dare per scontato allora che altri principi pure acquisiti dal legislatore in ordinario sono indifferenti alla loro collocazione in sede costituzionale noi abbiamo il principio di complicità due criteri vissuti da molti che è affermato a livello di convenzione con riferimento alla traduzione della causa davanti ai giudici al convenzione 50 che è affermato nella legislazione ordinaria e che nel momento in cui noi facciamo una operazione di trasferimento in sede costituzionale di alcuni principi che davamo per scontati nella legislazione ordinaria potremmo trasferire anche questi che è una garanzia nei confronti del legislatore ordinario di qualsiasi legislatore ordinario che volesse intervenire su questi principi poi ho fatto un altre deduzione noi applichiamo il principio della ragionevole durata del processo quali sono i criteri gli strumenti attraverso i quali un processo è ragionevolmente breve. O compatibilmente con i tempi della giustizia comunque che si avvii ad essere ragionevole allora tutto gli studiosi rispondono che è i criteri i parametri attraverso i quali si può arrivare un processo durata ragionevole sono quelli di spirare i codici le pratiche giudiziali i principi della concentrazione dell’immediatezza per quanto possibile e allora anche questi tre parametri perché non elevarli a principi costituzionali vincolanti per il legislatore costituzionale impegnato alla revisione dei codici impegnato quindi a ripensare le sequenze del processo alla luce di questa e poi nel momento in cui quarta riflessione nel momento in cui costituzionalizzamo il principio del contraddittorio nella formula che nella convenzione 50 perché non pensare anche al principio che certamente appartiene alla cultura la nostra non essere costretti a vendere dichiarazioni …………..

che ha una doppia valenza dichiarazione sfavorevole nel momento in cui si indaga sul reato e la dichiarazione vorrebbe portare il soggetto alla confessione oppure l’imputazione di un reato strumento …………. perché ……………………costituzionale come messaggio di rivisitazione ……………………..e soprattutto delle prassi ………………… talvolta portate ad usare strumento della custodia cautelare.

Ed ancora può essere giusto un processo al quale milioni di cittadini accedono senza gli strumento di difesa tecnica che altri agevolmente hanno a disposizione non è anche giusto processo il diritto di agire di resistere da parte dei non abbienti attraverso una garanzia reale di difesa la tutela dei non abbienti noi abbiamo nell’art. 24 della costituzione nel rispetto di un meccanismo fondato esclusivamente sul gratuito patrocinio non ha mai funzionato bene mentre ci sono dei momenti come questo che al contrario riescono a garantire il principio ……………………… e allora nel momento in cui facciamo la riforma costituzionale perché non anche questo principio ed ancora nel momento in cui dichiaro che il processo è giusto se è di durata ……. perché non ripensiamo ……………….della Cassazione al principio del proprio grado di giurisdizione questo si ……………….

E perché non introdurre quell’istituto che è stato pensato proprio a questi fini della riserva …………… per cui noi oggi abbiamo migliaia e migliaia di leggi che contengono al loro interno restrizioni e sanzioni penali e non costringere quindi il legislatore all’intervento di remissione penale soltanto se modifica il codice o la disciplina organica di una certa materia.

Ora c’è stato risposto ma tutto questo sarebbe bello ma è dilatorio questo ci è stato detto e sì che è stato dilatorio perché di fronte a un dicta che ti dice o prendi questo testo o non se ne fa nulla noi continuiamo a ragionare con la nostra testa a dire se questa è l’occasione costituzionale della riforma delle regole sul processo allora cerchiamo di fare uno sforzo e di definirle e di non scriverne una sola che è pure essenziale importante forse la più importante concordo con il Prof. Insolera nel dire che è una risposta ad una interpretazione della Corte ma un legislatore costituzionale …………….. una complessità di problemi che deve ridurre a unità e deve fare una operazione che abbia un respiro una capacità di rispondere ad una pluralità di problemi è avvenuto l’insulto a questa posizione è venuto l’insulto il dilemma l’accusa di non voler fare riforma l’accusa di voler guadagnare tempo quando il problema della calendarizzazione dipendeva proprio dal fatto che difronte a questa ostilità dell’allora relatore a prendere atto che la maggioranza intendeva integrare il testo del Senato si poteva integrare in mano al legislatore competente allora noi nel momento finale nel quale il testo da esaminare da approvare in aula era fissato per i primi di luglio difronte ad una richiesta della maggioranza il relatore ha preferito dimettersi piuttosto che lavorare su questo ufficio. Io rispetto questo ufficio infatti io non ho mai insultato nessuno io rispetto questo ufficio e tuttavia io mi ribello a l’essere nella tal firma anche molti altri parlamentari avrei invitato anche qualche parlamentare del Polo ad avermi in coscienza io mi ribello a scrivere una legge costituzionale sotto il tic-tac di chi ha fatto un presunto accordo e che dice o questo testo o niente o questo testo o l’astensione per 24 giorni o questo testo o altri ancora non si scrive in un paese democratico non si scrivono le leggi costituzionali in questo clima in questo ambiente in queste contrapposizioni poi c’è qualcuno ma non io e non il mio partito qualcuno della maggioranza maggioranza. Io ritengo che sia legittima l’astensione ma come è legittima l’astensione credetemi è legittimo che io ed altri continuiamo a fare il nostro lavoro di parlamentari secondo coscienza potremmo anche sbagliare nelle formule possiamo anche sbagliare le proposte però io credo che nessun parlamentare di nessun gruppo politico dovrebbe essere disposto a fare il suo lavoro di parlamentare a svolgere i suoi compiti di parlamentare sotto gli ultimatum interni o esterni interni di un pezzo della maggioranza o di una camera sola. Noi abbiamo approvato ad esempio a grandissima maggioranza il testo del quale tu e io e il relatore sulla forma di governo regionale il senato con una vasta maggioranza e con astensione del voto lo ha modificato ……….. non abbiamo mica gridato al tradimento del nostro accordo abbiamo la consapevolezza che in materia costituzionale è vero ci si spingono fin dove è possibile e credo che il possibile in questo campo è quasi una prateria ci si spingono dalle suggestioni del momento dalle risposte del momento dagli interessi di parte dai collegamenti interni o esterni che si possono attuare e si faccia ognuno il proprio mestiere il proprio lavoro e si svolga questo funzione questo ruolo di parlamentare …………

PROF. CONTESTABILE: Mentre venivo a Reggio Emilia mi ha telefonato il presidente del gruppo senatoriale e mi ha detto una dichiarazione dell’On. Soda e una dichiarazione dell’On. …………..Ho molta stima di Soda e so che è un galantuomo e non dubito della buona fede. Ma le due persone che fanno parte della stessa maggioranza dicevano due cose antitetiche ……………. Diceva che questi principi vanno benissimo ma che non devono essere inseriti nella costituzione Soda diceva che queste dichiarazioni come ha ripetuto pochi minuti fa che questi principi vanno benissimo solo che c’e ne sono altri da inserire nella costituzione. Due personaggi autorevoli e molto rispettabili della stessa maggioranza hanno di questo problema una posizione molto diversa. Nessun ha detto che i principi non vanno bene hanno solo detto che non è opportuno metterli nella costituzione. Io rispetto voglio dire perdono chi ha fatto una dichiarazione di dissenso pur che è stato per tanto tempo presidente………….. mi meraviglio che qualche avvocato senatore abbia assunto questa posizione perché